Parigi: Montmartre comoda

Destinazione Montmatre! Prendiamo la metro e scendiamo alla fermata di Barbès. Mi avevano parlato del cuore islamico di Parigi, che trova nel XVIII arrondissement il proprio fulcro vitale. E vista la vicinanza con Montmartre abbiamo dunque deciso di andare a conoscere direttamente questo luogo così curioso. In effetti, appena usciti dalla metro saremmo potuti essere in una strada di Algeri o di qualche altra capitale magrebina, repentinamente è diventato raro intravedere un caucasico in mezzo ai tanti nordafricani che popolano Barbès ormai da molto tempo. Com’è noto, la comunità islamica a Parigi è tenuta in grande considerazione, alla luce della storica relazione che la Francia ha da sempre avuto con i paesi del Medio Oriente. Percorrendo Rue Christiani abbiamo visto uno dei celebri mariage musulman, dove le donne musulmane  trovano tutto ciò che occorre loro per la cerimonia di nozze: dal vestito alle bomboniere, agli accessori per il ricevimento. Chiaramente io sono molto lontana da questo gusto, ma insieme ai ragazzi siamo rimasti affascinati dalla varietà dei colori, degli oggetti esposti.

Pochi isolati e siamo nel Marché Saint Pierre, ai piedi del colle di Montmartre. Dove i parigini trovano il loro tempio del mercato tessile. In particolare, il Marché Saint Pierre Dreyfus è una vera istituzione dei tessuti a Parigi da più di mezzo secolo. Se volete trovare un tessuto particolarmente difficile, o dai colori più strani, nei quattro piani di esposizione probabilmente lo troverete. E a prezzi del tutto convenienti! Una vera cattedrale del colore e dei tessuti in cui abbiamo trascorso volentieri più tempo del previsto.

A pochi passi da Rue Nodier, dal Marché Saint-Pierre, entriamo nella piazza Louise Michel, che segna l’inizio dei trecento gradini che portano in cima al colle dove sorge la basilica de le Sacre Coeur. Nella piazza si trova un carrousel venitien, o più familiarmente chiamato le manege. Un luogo caro a tutti i bambini parigini da sempre, all’insegna del divertimento semplice e sincero. Una volta riusciti a staccarci dalla visione della manege, sono riuscita a convincere i ragazzi a risalire tutti i gradini fino alla basilica. Da dove è possibile ammirare il paesaggio: una visione totale della città che sono certa non dimenticherete.

Discendendo dalla basilica eccoci nel cuore di Montmartre, la Place du Tertre è l’attrazione più amata dai turisti. Il caratteristico brulichio di pittori e finti pittori, di vivandieri e rigattieri fanno di questo luogo un crogiolo di grande fascino. E noi non abbiamo potuto esimerci dal farci fare un ritratto, Franci a dire il vero ha voluto una caricatura.

La leggenda vuole che la parola bistrot sia nato proprio in questa piazza, durante l’occupazione dei soldati russi nel 1814. Sembra che due soldati dello Zar, rischiando di essere sorpresi a bere in servizio a La Mère Catherine, urlassero un perentorio «bistro, bistro!», che significa appunto «veloce!». Poco più avanti vediamo la bella Place Émile-Goudeau, davanti all’atelier della Banda à Picasso dove il famoso pittore catalano ha dipinto tra le sue opere più importanti. Immaginiamo all’inizio del Novecento questa piazza come uno dei ritrovi degli artisti più celebrati del tempo, dove fino a notte fonda usavano declamare poesie e cantare nella maniera più stravagante.

Prima di lasciare Montmartre ci siamo incuriositi a uno dei luoghi simbolici del quartiere anche se meno noti. Au Lapin Agile è un cabaret dove tutti gli artisti boehemien del primo Novecento si riunivano per interminabili riunioni in cui la creatività di geni come Picasso, Modigliani, Apollinaire, Utrillo, Jacob trovavano un momento di incontro svagato e imprevedibile. Si trova al 4 di Rue des Saules e tuttora vi si esibiscono giovani artisti parigini. Il nome in origine era Cabaret des Assassins e sul finire dell’Ottocento il proprietario affida ad André Gill il disegno della nuova insegna del locale. L’artista raffigura un coniglio che scappa dalla padella in cui avrebbe dovuto essere cucinato. Da quel momento il cabaret è noto con il nome di Au Lapin à Gill, da cui Lapin Agile.

La nostra visita a Montmartre termina con queste affascinanti scoperte. Sapevamo che sarebbe stata una giornata piena di sorprese, anche se non potevamo sapere fossero così differenti tra esse. Ma tutto sommato si è trattata di una passeggiata comoda, in cui molteplici sono stati i bistrot dove abbiamo sostato molto piacevolmente. eMontmartre è bella, sì, ma soprattutto è anche comoda!IMG_4420.JPGIMG_4422.JPGIMG_4419.JPGIMG_4423.JPGIMG_4426.JPGIMG_4429.JPGIMG_4432.JPGIMG_4428.JPGIMG_4446.JPGIMG_4443.JPGIMG_4439.JPGIMG_4442.JPGIMG_4444.JPG7c936238-0436-4dfe-b5a4-7fbde46c2a18.jpgIMG_4447.JPGIMG_0365.JPGIMG_0369.JPGIMG_4450.JPGIMG_0390.JPGIMG_0374.JPGIMG_0391.JPGIMG_0397.JPGIMG_0399.JPGIMG_0400.JPGIMG_0406.JPGIMG_0409.JPGIMG_0410.JPGIMG_0411.JPGIMG_0422.JPGIMG_0424.JPGIMG_0425.JPGIMG_4451.JPGIMG_4455.JPGIMG_4459.JPGIMG_4460.JPGIMG_4466.JPGIMG_0426.JPGIMG_0427.JPGIMG_0428.JPGIMG_0431.JPGIMG_0434.JPGIMG_0447.JPGIMG_0453.JPG

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