Napoli sotterranea

Per quanto Napoli sia così ricca di bellezza baciata dal sole, con i suoi colori, le sue ombre, le sue luci, ci sorprende ancora rivelando un sottosuolo altrettanto ricco di scoperte affascinanti. Si può dire che quasi l’intero sottosuolo napoletano sia un’enorme cavità di cui solo in parte si conosce l’estensione. È come vedere un paesaggio nel suo negativo fotografico, attraversando lo spazio di un’altra città sconosciuta e silenziosa. Un aspetto, questo, che ha particolarmente interessato la fantasia dei miei ragazzi. Che naturalmente hanno desiderato avventurarsi nel conoscere anche questa parte di Napoli. Una curiosità: le cavità del sottosuolo partenopeo ammontano a circa 1.200.000 mq!

Sono molteplici i varchi per accedere ad altrettanti parti attualmente visitabili della Napoli sotterranea, noi abbiamo scelto quello della Piazza San Gaetano, cuore antico del centro antico della città. La curiosità ha vinto anche la mia ultima titubanza e siamo entrati. Appena entrati abbiamo percorso le molte scale che ci hanno condotto al livello del percorso di visita. Sembrava di essere in una macchina del tempo fatta interamente di pietra, grazie alla quale abbiamo potuto vedere i colpi di scalpello degli estrattori di tufo greci di circa tremila anni fa. In sostanza Napoli è stata costruita da materiale proveniente dalla sua stessa terra. E passare poi a notare come le stesse cavità fossero divenute enormi cisterne d’acqua nel periodo romano, per terminare all’uso da rifugio antiaereo durante la Seconda Guerra Mondiale. La città di sopra, con i suoi abitanti, si trasferì in quella di sotto. Sono tangibili ancora oggi i segni di privazione e sofferenza.

Il percorso presenta successivamente la possibilità di attraversare i cunicoli molto stretti che i pozzari utilizzavano per la manutenzione ordinaria degli invasi dell’acquedotto. Cunicoli di appena cinquanta centimetri di larghezza e di un metro e venti centimetri in altezza. Io e Francesco abbiamo scelto di non percorrerli: il senso di angustia ha prevalso e abbiamo quindi preferito aspettare che il gruppo terminasse questa parte della visita. Eleonora ha invece deciso altrimenti ed è quindi diventata nostro unico reporter! Ne è rimasta molto impressionata, passare da vasca a vasca attraversando questi cunicoli così stretti che improvvisamente si dilatavano in spazi giganteschi. Davvero impressionante questo aspetto forse ancora non molto conosciuto di Napoli e che merita invece curiosità. Anche se non pochi erano i turisti in coda per poter entrare a vedere questa meraviglia autentica. Ci siamo ripromessi di visitare le altre cavità la prossima volta che torneremo, ne vale proprio la pena.

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